
In questo periodo storico stiamo vivendo un’alba nuova nel Nord Africa che spero sia guidata dal senso di Democrazia e che porti alla Libertà di pensiero ed espressione dei popoli che la stanno mettendo in atto.
La protesta ora si sta spostando in Algeria dove ho vissuto per diverso tempo. Benchè fossi molto piccolo ho dei ricordi vividi ed indelebili di quel periodo: gli odori, i colori, le voci i volti, i sapori e la polvere rossa di un luogo che per me all’epoca era totalmente alieno. Le case in cui abbiamo vissuto: una in particolare aveva l’impostazione della tipica casa romana antica con le stanze che si affacciavano sull’impluvium centrale. Il latte era buonissimo e andava bollito per sicurezza prima di berlo: mio nonno con questo latte ci faceva il formaggio e la ricotta in casa. I mercati ed i rumori, i Muezzin che dai minareti scandivano le preghiere 5 volte al giorno.
La prima volta che vidi la neve e il barattolo di pomodoro in cui mia Madre me la fece conservare nel surgelatore. Le scimmie in libertà sulle montagne, il mio primo arcobaleno, i paesaggi desertici.
La strada sterrata dove mi lasciavano giocare con i bambini algerini. La naturalità con la quale comunicavamo noi bambini pur provenendo da culture così differenti e senza parlare la stessa lingua. L’uncinetto che mia madre ha insegnato a fare alle ragazze e ragazzine mussulmane figlie dei vicini nei pomeriggi assolati. Il volto di Omar l’autista, guida, interprete che ci accompagnava in giro. Le lingue arabo e francese che si mischiavano.
Questa esperienza ha segnato il mio modo di vedere il mondo sin dalla tenera età, cancellando in me ogni senso di razzismo o pregiudizio verso gli altri: mia madre mi spiegò i motivi del colore della pelle diversa.
Vivere li mi ha inculcato la consapevolezza che il nostro modo di vivere non è lo stesso degli altri e che esistono persone che vivono con poco non per scelta. Alla sola età di 4 anni compresi che ero nato nel posto giusto sulla terra, poi da più grande ho anche capito che non tutti i diversi miliardi di esseri umani di questo pianeta hanno la stessa fortuna. I miei familiari spesso si stupiscono di tutti i ricordi che conservo di quel periodo.
Spero che questo vento di libertà riporti il mondo arabo alle stesse vette di quella cultura che ci ha regalato lo 0 ed i numeri, l’astronomia, filosofia, la letteratura e l’Alhambra di Granata. Spero magari un giorno di tornare a visitare Algeri, Kasr el Boukhari e Sidi Aissa.
