L’embed è disabilitato e ve la dovete sentire da youtube, ma se avete 5 minuti, leggetevi il pezzo con in sottofondo questa, per me, meravigliosa canzone di Ligabue.
Ieri scorrevo Facebook, non lo faccio spesso, ma recentemente con un certa frequenza in più. Scrollando vedo due visi dell’anteprima di un video, due volti immortalati tanti anni fa. Lei una ragazzina, lui pure. Queste persone poi sarebbero venute nel mio stesso Liceo. Lui se ne andato tanti anni fa, troppo presto, veramente troppo presto. Avevo saputo del triste evento dopo la fine delle superiori, purtroppo non si rimane in contatto con tutti. Nella nostra scuola c’era una buona atmosfera, non eravamo molti, e ci conoscevamo un po’ tutti e con la loro classe c’ero andato in gita e li conoscevo.
Ho visto il video e mi sono commosso, profondamente, per diversi motivi: rivedere tra quelle riprese delle persone che ricordavo, in un’eterna giovinezza, la scuola dove sono andato, e poi, sopratutto, vedere un ragazzo pieno di vita, che si stava godendo tanta spensieratezza. Fino alla fine delle superiori l’unico problema è schivare le interrogazioni, decidere dove andare sabato pomeriggio, e per chi aveva i genitori più permissivi, decidere dove andare il sabato sera. Nel video, alternato alle foto, tutta la “cazzaraggine” tipica di quell’età. Tutti a ridere, con tanto di imitazione di Tafazzi!
In questo momento quella stagione della vita comincia ad allontanarsi, la distanza è tale che vedere quel video mi ha ricordato di quanto sia cresciuto, quei visi che allora mi sembravano grandi, perché ci sentivamo un po’ tutti grandi, ora li vedo per quello che sono: volti di ragazzini. Tutto è cambiato intorno, tutto era diverso nel secolo scorso.
La vita è imprevedibile e lascia agire la morte impietosa e decisamente ingiusta.
Ho pensato che sarei potuto essere io ad andarmene, ho immaginato che cosa avrebbe potuto fare quel ragazzo oggi, e poi inevitabilmente ho pensato ad altri amici con i quali non potrò più andarmi a bere una birra. E mi sono posto una domanda: “ho usato bene il mio tempo?”, sono frasi banali ma è così, diamo per scontato il domani, la presenza degli amici, dei nostri cari, senza pensare che purtroppo le cose cambiano, all’improvviso, spietatamente.
Ho avuto la grande fortuna di poter chiedere scusa ad una persona per una parola di troppo che dissi tantissimi anni fa, e quella persona non c’è più, il destino mi ha dato la possibilità di riconciliarmi con un gran bravo ragazzo e tutto questo successe proprio durante le superiori quando, in modo prepotente, la morte si è fatta vedere.
L’unico conforto che ci rimane è ricordare chi è andato così presto, e magra consolazione, la memoria del loro viso congelato in quella infinita giovinezza: le loro vite si sono interrotte nel pieno della felicità senza farsi contaminare da questa vita incomprensibile. Il loro ricordo a dirci che non dobbiamo sprecare la fortuna di essere ancora qui, e di vivere un po’ anche per loro. Il suono della loro voce sepolto nella memoria, sperando di sentirli di nuovo dirci “ciao” con un sorriso.
A tutti quelli le cui strade ho incrociato e che non ci sono più, sperando siano in un posto migliore e più giusto.

#1 by Riccardo on November 17th, 2011
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Aggiungo che quei ragazzi hanno avuto la fortuna di incontrarti, grazie anche a te rivivono. Non credo che esista un disegno diabolico e sadicamente beffardo dietro questa nostra esistenza, anche se troppo spesso mi piacerebbe crederlo. Purtroppo di vita ce ne hanno data una, e neanche troppo lunga. Credo che non dobbiamo adagiarci nella tiepida certezza del nostro essere vivi. Ci auguro di poter vivere costruendo affetti ed opere, di aiutare incondizionatamente, per non sentirci in quel momento di non aver vissuto affatto. Un abbraccio!