E’ mattina, tutti sono incastrati tra gomma, vetro, lamiere e asfalto, in rigorosa, ma non troppo, fila. La luce del sole scontorna le nuvole più basse dal grigiore compatto di quelle che stanno più in alto. Il suono che esce dalle casse della macchina entra con la violenza del volume alto nelle orecchie, nella speranza di fare in modo per qualche istante di essere altrove. Ormai è così, la strada è cambiata, è tutta una coda, da mesi. Non è come prima, liscia e libera. Ogni persona a modo suo esprime il fastidio di una attesa inutile e non voluta: chi telefona senza auricolare, legge, si trucca, guarda oltre pensando a chissà cosa, altri suonano inutilmente il clacson per cercare di sbrigarsi ad andare dove?
Quattro ruote reggono la lussuosa scura vettura, sul posteriore tre lettere ed un numero sulla sinistra, al centro un cerchio con tre raggi. Dentro la frequente faccia presente in quel tipo di macchina, lunga con gli occhi sottili capelli brizzolati, incravattato. Lo sguardo è severo, dritto, cattivo di quelli che sanno tutto, che hanno in pugno la situazione. Tutti i cavalli di potenza da 30.000 euro servono soltanto per fare i miei stessi 10km/h. Il tizio tira giù il finestrino, accende un sigaro, lo guarda tra le sue dita sul braccio teso, ma senza spostare la testa, solo gli occhi si girano a scrutare quel puzzolente denso fumo. Tutto attraverso i suoi occhiali scuri. Nella sua macchina il silenzio, sul suo polso un bracciale d’oro. I bordi cromati della macchina risaltano sul nero circostante. Le ruote girano piano sull’asfalto. Freno, frizione, folle, prima.
Il fumo intanto va verso l’alto libero al contrario di noi. Il traffico alla fine è democratico.
Archive for October, 2007
Democratico
Oct 30
