Si si, a volte ritornano.
Anno nuovo vita nuova, un fantastico 2007 cominciato alla grande.
Ancora una volta sono svenuto, questa è stata veramente spettacolare: sono precipitato da almeno un metro di altezza, nel volo credo di aver preso sia il bancone che il bordo dello sgabello che fino a pochi attimi prima non immaginava nemmeno che avrebbe “bucato” la mia testa.
Purtroppo delle persone che conoscevo nessuna era presente, l’unica che mi stava vicino era andata a cercare qualcuno proprio perchè gli avevo detto che mi mancava l‘aria e volevo uscire un attimo dal locale.
Ogni volta che svengo esamino sempre la situazione, c’è un attimo quando si sviene in cui non si è in nessun luogo, non ci sono voci non c’è luce c’è solo il pensiero. Certo credo che rimanerci troppo potrebbe essere angosciante, ma per poco è piacevole.
All’inizio appena ripreso stavo bene, nessun dolore, ma poco dopo due eventi: un terribile mal di collo e sangue che usciva dal “buco” in testa.

Sono andato al pronto soccorso, controvoglia ovviamente, ma la botta è stata veramente forte. La notte è già particolare per conto suo, e al pronto soccorso è solamente più singolare. Un drogato che stanno trattenendo solo per salvargli la vita che si lamenta: “..infermiera, me so rotto er cazzo, levame sta roba… firmo e me ne vado, infermiera”. Una signora Rumena che non sa una parola di italiano ed i dottori che cercano l’infermiera del reparto di sopra che possa fare da interprete. Una ragazza tutta in ghingheri che ha sbattuto la faccia mentre era seduta in macchina sui sedili posteriori durante un incidente. Un povero vecchietto con il sangue che gli esce dal naso… e via all’infinito, fino al mattino, turno dopo turno, giorno dopo giorno, 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Questa considerazione mi ha fatto sopportare meglio l’acidità della dottoressa che mi è capitata.

Samuele e Giovanni mi hanno riportato a casa alle 6 del mattino, venendo incontro ai miei capricci (Samuele voleva ospitarmi a casa sua). Non mi hanno lasciato solo un attimo pur stando fuori in sala attesa. Non è facile trovare amici di questo tipo.

Ed è stato il 5 gennaio, oddio ormai era il 6, del 2007 che ho vinto i primi due punti della mia vita. Non sapevo che cosa si provasse ad essere ricuciti. E’ strano, senti la pelle tirare e il rumore del filo che passa nella carne, sembra quasi di essere un pedalino bucato. I giorni successivi poi ci si abitua e non ci si fa caso. Poi il 19 finalmente sono stati tolti, chi avrebbe detto 25 anni fa che un bimbetto con gli occhietti azzurri mi avrebbe tolto un giorno due punti dalla testa, caro il mio Doc Riccardo.

Una serie di eventi a contorno di tutto ciò non mi ha permesso di dedicare in questo mese il tempo che avrei voluto al mio blog. Cercherò di recuperare.