I secondi si susseguono. Uno dopo l’altro. Da un certo punto del tempo in poi è stato così. Nessuno sa se questo sia avvenuto quando il primo uomo è apparso sulla terra ed ha pensato il tempo oppure sia sempre stato così.
Tutti insieme creano la sensazione che le cose scorrano e divengano. Noi siamo lì a guardare da spettatori inermi, tutto questo. Abbiamo la fortuna dei ricordi ed il piacere di immaginare il futuro.
Conosciamo persone, con molte di queste passiamo buona parte della vita, alcune rimangono vicino a noi altre si allontanano. C’è chi torna nella nostra vita e questo può essere un piacere come un dispiacere. In alcuni casi siamo noi che vogliamo che qualcuno sparisca per sempre. Quando qualcuno a cui hai tenuto sparisce per sempre rimane un pò di vuoto che nessuno riempirà mai.
In alcuni casi non si può stare nel mezzo, non ci sono sfumature di grigio c’è solo bianco o nero e bisogna scegliere una strada. Spesso però siamo soli. Diversi umori nascono dentro di noi, ed è questo senso strano che mi fa arrabbiare. Quell’aria che ti entra nel naso in modo diverso, perchè respiri, diverso. Quella voglia di non guardare e di non voler esserci.
La cosa che più mi infastidisce è l’indifferenza, fare finta di non vedere qualcuno, questo no, io non lo farò mai.
“Non so se salutarti o fare finta che non sia già tardi” dicono i Subsonica, non dovremmo mai far finta che sia troppo tardi.
Ed una rabbia intanto continua a rodere, e ancora e più di prima.
Quando tutto è passato, da tanto tempo, siamo diversi. L’unica cosa che si potrebbe fare è imparare a conoscersi di nuovo, la cosa triste è però che potremmo rimanere delusi del fatto di non trovare nulla di interessante da conoscere.
Alla fine, quando tutto passa, rimane il ricordo.
Archive for December, 2006
Quando tutto Passa
Dec 21
Il Bambino del Futuro
Dec 19
Domenica pomeriggio, il solito centro commerciale, il solito supermercato dentro al centro commerciale.
Il mio compito era semplicemente raccogliere 2kg di spaghetti, una bottiglia di olio, pancetta. La motivazione di tutto ciò era la cena per la sera in compagnia di un pò di persone.
Poca ressa nel supermercato, con mio stupore. Mi muovo velocemente tra scaffali e reparti, tanto ormai lo conosco a memoria, il posto. Difficoltà è nel trovare la pancetta e gli spaghetti: in questo supermercato infatti avviene una cosa strana, spesso, pur essendo sempre rifornito, alcuni prodotti mancano. Lo scenario è strano un scaffale alto 3 metri pieno di generi alimentari di ogni marca e tipo con un buco in mezzo!
Per gli spaghetti la soluzione è stata la conversione in bucatini, per la pancetta mi sono accontentato di una marca sola, l’unica rimasta.
Come è usanza mi dirigo verso la cassa, quì avviene una cosa per me inquietante, cammino con passo veloce, mi raggiunge e affianca un bimbetto di 10/12 anni con una camminata fiera e piena di sè.
Petto in fuori testa dritta, sguardo in avanti un pò incazzato, che succhiava avidamente e rumorosamente da una cannuccia un the preconfezionato.
Un pò di passi ed il bimbetto prende il bicchiere di questo tè, e lo butta, in un angoletto tra una colonna e un banco frigo prima di arrivare alle casse: il tè non lo aveva neanche finito, mentre getta via il bicchiere neanche si cura più di tanto di vedere dove vada a finire. Mentre accade tutto questo si accorge di me mi guarda, non dice niente ma mi scruta, nei suoi occhi leggo chiaramente la frase “che cazzo guardi, fatti i cazzi tuoi!”, frase non proferita probabilmente perché la sua età e stazza ancora non gli permette tanto. Aveva proprio la posa da malavitoso.
Avrei voluto dirgli qualcosa, qualsiasi cosa, ma non l’ho fatto: ho pensato che una bestia del genere potesse avere soltanto dei degni genitori suoi simili.
Avvicinandosi alle casse il bimbetto ha parlato, ai suoi, dicendo che “… non lo aveva trovato …”. Il tono della sua voce era in linea con la camminata da bullo, così come la sua famiglia.
Se questi sono gli Italiani di domani.
The need for sleep!
Dec 4
Ok è vero, va bene, passiamo un terzo della nostra vita nel vaporoso mondo dei sogni.
Se dovessi vivere almeno 75 anni 25 li avrò spesi dormendo. Invidio da sempre i Delfini: Questi simpatici mammiferi non dormono di fatto mai, spengono alternativamente mezzo cervello e passano un periodo della giornata in uno stato di semi veglia/riposo cosciente.
Ora però c’è una novità:
http://science.slashdot.org/article.pl?sid=06/11/22/1515216
http://www.newscientist.com/article/mg18925391.300
A quanto pare potrebbe essere possibile ridurre le ore di sonno ad una manciata di ore tramite trattamento farmacologico, questo permetterebbe di dedicare più tempo ad altre attività. Però, se l’evoluzione ha deciso che noi dobbiamo dormire, perché evitare di farlo?
Io sogno molto, non potrei privarmi dei miei allucinati sogni: in alcuni casi mi domando quali contorti pensieri alberghino sepolti nella mia coscienza.
Inoltre è nel sonno che si fissano in modo permanente le esperienze della giornata (infatti sarebbe consigliato studiare nelle ore che precedono il meritato riposo).
Però devo essere sincero che l’idea di avere più tempo a disposizione è allettante.

