Archive for November, 2006

Don Giovanni

Thursday, November 30th, 2006
treno

Tanto tempo fa in una galassia lontana lontana…

Una mattina stavo nel baretto di fronte ad una scuola. La scuola era la Peano, media statale, che ora non esiste più ed è stata sostituita da una Biblioteca Comunale.
All’epoca nei bar c’erano i “giochetti” e non quello schifo dei video poker. Lì tra una partita a “Final Fight” e Tetris (si Tetris stava ancora nei bar) comincio a parlare con questo bambino con gli occhiali. Il bambino sapeva programmare ed aveva l’Amiga 500. Cominciamo a parlare di giochetti. Io mi divertivo con la grafica all’epoca. Fatto stà che da quei primi giorni in poi non ci siamo mai persi di vista e siamo diventati amici: ricodo interminabili pomerigi in giro per il centro, tutti i gruppi di “Giochi di Ruolo” per i quali siamo passati, la prima fiera del fumetto di Roma!.
Sabato dopo taaaaaanto tempo siamo usciti per andare in un negozio,un Ingegnere ed un Programmatore che una volta erano due bambini affascinati da 320×200 pixel e una manciata di colori sparati su un televisore. I bambini di ora sono abituati a milioni di poligoni e tuti i colori che l’occhio umano riesce a vedere.
Quando si cresce capita spesso di vedersi di sera: rifare con un amico quello che facevi a 16 anni riporta a galla un sacco di ricordi.

Bella Già 33%VG!

Lezioni della giornata:

1) viva la Metro, peccato che roma ne abbia solo due. (al momento)
2) La mattina girano un sacco di donne, o è solo che io ci faccio più caso?
3) Tranne che consigli sui cellulari con lettori mp3, Giovanni da buoni consigli.

La fine del Gladiatore

Sunday, November 19th, 2006
Colosseo
.
Anni fa ero studente di architettura, quando capitava di parlare di monumenti antichi tiravo fuori il mio cavallo di battaglia: il Colosseo.
Sono sempre rimasto sconcertato dal fatto che il colosseo sia oggi in realtà uno spartitraffico di notevoli dimesioni. Spesso la gente mi risponde “E dove fai passare le macchine?”, le macchine?!, ma chi se ne frega, stiamo creando le nostre città per le macchine, per i parcheggi, non per le persone. Il colosseo purtroppo è vittima di questa assurda logica.
Dovrebbe stare in mezzo ad un prato oppure in un’area pedonale moderna ed attrezzata. Forse poi non ci sarebbe il bisogno di “pulirlo” così di frequente dallo smog delle macchine, che gli girano intorno.
Sono migliaia di anni che sta li, a testimonianza di fasti passati. Ha ospitato spettacoli cruenti e visto vincere e morire molte persone ed animali. Se non fosse stato privato delle grappe metalliche che lo tenevano insieme e se non fosse stato usato come “cava” avrebbe tutto il suo splendore integro o quasi. In silenzio sta lì ed aspetta giorni migliori.
Comunque, fatto stà che, alla fine se ne sono accorti anche all’estero: http://lava.nationalgeographic.com

… Still, the treasured monument survived and again serves Rome—as a traffic circle… ”
Tradotto:
“… ancora, il prezioso monumento sopravvive e continua a servire Roma - come sparti traffico/rotatoria …”
Inutile dire che in questo caso Roma non Ha vinto…
L’immagine del colosseo non è mia, ma gentilmente presa dal fantastico http://commons.wikimedia.org!

Anche l’occhio vuole la sua parte

Sunday, November 12th, 2006

Lunga assenza da queste parti, scusate.
Ho pensato molto se scrivere o meno quanto segue, alla fine l’ho fatto:

Ci si sveglia, si fa colazione e spesso si esce di casa: Io per andare a lavoro, più o meno tutte le mattine, salvo malattie e ferie. L’inizio del giorno è accompagnato da fantastiche albe. Il sole sale lentamente per descrivere la sua orbita apparente nel cielo, per scaldare e rendere vivo questo pianeta. Una mattina per me è stata diversa. Il bel cielo azzurro non era più tanto uniforme, guardandolo vedevo strane scie nere e filamenti. Pensavo ad una ciglia davantigli occhi, provo a “pulire” ma niente.
Allora penso: “magari un capello incastrato sulla monatura degli occhiali” infatti negli ultimi anni i miei capelli hanno iniziato a fare tutti tuffi nel vuoto lasciando sempre meno affollato il mio scalpo, ma non era così.
La cosa continua anche il giorno dopo, e quello successivo, e via via così tutti i giorni. Un pò allarmato decido di andare al pronto soccorso oftalmico. Mi accompagna Meme rinunciando a dormire in un giorno di festa (1 novembre).
Aspetto in fila il mio turno. Stavolta il mio numero era 88. Entro, intervista preliminare sui sintomi e poi la dottoressa sussurra ad un ragazzo davanti al pc: “scrivi miodesopsie”.
Mi mettono le goccie per dilatare la pupilla, per poter fare un’ispezione del fondo dell’occhio. Il responso è confortante, la mia retina è aderente, solo che il mio Humor vitreo (il gel naturale che riempie l’occhio) presenta dei corpi vitreali mobili. La conferma è che sono Miodesopsie.

La dottoressa: “non è niente” non si preoccupi.
Io: “ah, va bene, devo prendere qualche farmaco?”
La dottoressa: “No …”
Io penso: “(ah, passeranno da sole…)”
La dottoressa: “… non si può fare niente, ci faccia l’abitudine, anche io ne sono piena.”
Io: “…?”

ed esco dalla stanza.

Cercando su internet mi rendo conto che è proprio così.
L’unica fortuna è che in italia c’è “Associazione Cielo Azzurro ONLUS” con il relativo sito www.miodesopsie.it.
L’associazione è organizzata ed è abbastanza attiva, addirittura sta raccogliendo fondi per finaziare una ricerca privata. Da quello che ho visto all’estero non è così.
La situazione può peggiorare, per ora la cosa è sopportabile e probabilmente ci farò l’abitudine.
I primi giorni sono stato decisamente affranto, questo sentimento si è man mano trasformato in rabbia. Non è possibile che non si possa fare nulla, riattaccano retine, trapiantano cornee, tolgono la miopia, sostituiscono cristallini.. e non possono pulirmi gli occhi?
Di fatto la medicina ufficiale considera le miodesopsie un “banale” fastidio. Io per carità non ho una situazione tragica, ma ci sono persone piene di corpi mobili nell’occhio per le quali vivere con la vista offuscata da filamenti e macchie scure non è un “banale” fastidio.

In molti mi hanno detto che non è niente, che non mi ci devo fissare che pure loro vedono schifezze che gli galleggiano negli occhi e bla bla bla, vi assicuro che la cosa è molto sgradevole, in particolare quando muovo gli occhi a destra e a sinistra il campo visivo viene attraversato da scie nere.
Certo gran parte del fastidio è aumentata dal senso di impotenza, ma rimane comunque il fatto che non vedrò più come prima almeno fino a quando non si troverà una cura.

Le lezioni del giorno:
1) Può sempre andare peggio.
2) C’è chi sta peggio di noi.
3) Mai affermare “peggio di così…”
4) Bere tanta acqua.
5) Imparare ad aspettare.
6) La vita continua nonostante tutto.
7) Dovrò evitare di piangermi addosso.