Archive for September, 2006
D’Arancio
Sunday, September 24th, 2006“Il destino è strano”. Unisce, divide, ci fa incontrare per caso. Ricordo ancora, anni fa la prima volta che li ho conosciuti. Non riuscivo a capire se fossero una coppia oppure no. Erano perfetti vicini: ne troppo miele ne troppe scintille. Equilibrio.
Il destino un pò bastardo ci fa incontrare tardi, però ci fa incontrare. Ci sono persone speciali che ti accolgono nella loro vita senza chiedere niente in cambio, quello che vogliono è solo un pò di vera amicizia ed io ho avuto la grande fortuna di incontrare Maurizio e Sara.
Un giorno, circa un anno fa, Maurizio mi disse che si sarebbero sposati: mi ricordo che l’unica cosa che provai fu sincera felicità abbracciandolo.
Ieri (23 settembre) sono andato presto a casa di Maurizio e sono salito.
Nella luce della stanza, di una bella giornata di fine settembre, c’era lui che si è girato nel suo bel vestito con un sorrisone come poche volte gli ne ho visti fare. Chiacchere, risate, domande. Arriva Diego, il testimone, che ad ogni passo si mette in posa, tutto contento, per il fotografo.
Si parte per trastevere, per Sant’Agata.
In chiesa l’attesa, arriva la sposa, con il velo, bellisima, con quello sguardo un pò spaesato per via della folla che la osserva. Genitori emozionati, amici felici e bambini che corrono, ridono, e piangono perchè non capiscono bene quello che succede.
Poi due anelli vengono scambiati e per due persone comincia un’altro capitolo della storia della propria vita.
“Il destino è strano” ci fa incontrare ma sta a noi capire se chi incontriamo è la persona giusta. Maurizio e Sara sanno che sono uno per l’altro. Un pò l’invidio anche perché trovare qualcuno con cui non si ha paura di passare il resto della vita in ricchezza e in povertà, in salute ed in malattia non è cosa da poco: al di là che si faccia questa promessa, come hanno fatto loro, al cospetto di Dio o al cospetto della propria legge Morale e Sociale.
Non capita spesso di dare abbracci così voluti, non capita spesso di ricevere abbracci così veri solo per essere stati lì in un momento tanto importante.
Mi hanno ringraziato, ma io ringrazio loro per avermi concesso di avere altri bellisimi ricordi da portare con me.
Auguri ai miei due cari amici.
Sorani Sobieru Kurogane no shiro!
Friday, September 22nd, 2006
Capita che con alcune persone ci si perda di vista.
Sono stato un maestro in questi ultimi anni a perdere contatti e me ne sono pentito.
Sarà un nuovo spirito in me, sarà il caso, ma alcuni vecchi amici stanno fortunatamente ricomparendo nella mia vita.
Ieri sera siamo andati a mangiare al giapponese vicino casa mia tutti insieme, con i pezzi della “vecchia guardia” rimasti a Roma.
Il nostro “signore oscuro” ha deciso di portare la sua demoniaca aura in quel di Madrid, ma sappiamo che mi legge.
C’era la “nuova” ragazza (con cui sta da tre anni e mezzo) del vecchio amico Antonio. Veramente simpatica, che ha confermato alla grande la prima impressione. Sono stato chiamato di nuovo dopo tanti anni Stefene (si si avete letto bene stefene), ho sentito di nuovo il grido “jumanji!”.
A parte questo momento nostalgico:
Purtroppo il giapponese ieri sera non è stato molto all’altezza, o almeno, gli altri hanno detto che non era un granchè:
Antonio invocava spesso la carbonara o la pizza, il Ramen di Luana non era buono e Patrizia (che ho scoperto essere una salsera) ha detto che la zuppetta e le piante fritte non erano buone. Il resto dei presenti, Marco ed Emanuele, ha gradito con media soddisfazione il tutto, in particolare il mio salmone alla piastra ed il mio sushi sembravano buoni.
A suggellare il piacere io e Giovanni ci siamo esibiti nella cornamusa a due!
Per digerire io ed il signor Jumanji ci siamo fatti quattro salti al Dancing Stage (o DDR un gioco dove si devono pestare con i piedi dei pulsantoni a tempo di musica):
Jumanji ha dato sfoggio del suo livello Jedi Master al sudetto gioco. Incredibile che in un dato momento della mia vita io fossi più bravo di lui.
Dopo i quattro salti mi sono rifatto con una partitina ad un flipper.
La serata si è chiusa con una simpatica chiaccherata in cui abbiamo scoperto che la singona Ruggeri oltre che simpatica ha una certa predilezione per il rock e pure lei frequentava il Qube: ci attende un inverno di concerti e pare si cominci con i Muse.
Lezioni della serata:
1) Maledette bilance pesca pupazzi delle sale giochi.
2) I flipper mantengono il loro fascino, la palletta cromata che rimbalza quà e là è ipnotica.
3) Ovunque c’è qualcuno che balla Salsa.
4) Antonio non sa fare le foto.




