Ieri sera cercavo di prendere sonno. Morfeo tardava la sua visita ed io pensavo. Prima di addormentarmi penso sempre, certo se la giornata e’ stata tosta crollo sul colpo, però ieri sera non è stato così.
Mentre pensavo sento uno strano suono un tonfo, poi un rantolio.
La prima cosa che mi e’ venuta in mente è che un gatto fosse caduto di sotto, poi però mi sono detto che era impossibile… i gatti non volano e non cadano di sotto, per di più se un gatto cade, cade sempre in piedi (questa cazzata poi chi l’ha detta? il quarto piano e’ il quarto piano!). Dopo un pò sento che una ragazza inizia a gridare “Oddio, Oddio, ti prego no, ti prego no” con una tale disperazione che per un momento credevo che la vittima fosse addirittura qualche bambino spericolato. Invece no, era proprio un gatto. Mi sono alzato ed ho sbirciato attraverso la serranda, dopo un pò i proprietari del gatto (che almeno pare sia sopravvisuto al volo e all’atterraggio) lo impacchettano nella gabbia e lo portano al pronto soccorso veterinario, durante le manovre di raccolta sentivo che varie persone dicevano “fai piano, non lo toccare e bla bla bla”.
Cosa ho imparato da questa storia:
1) Quando i problemi sono altrui è facile dare consigli.
2) I gatti non possono volare.
3) I gatti non cadono sempre in piedi.
4) I gatti non possono stare in un appartamento al 4o piano a meno che non facciate in modo che non ci siano posti dai quali possa saltare giù.
5) I gatti possono emettere un rantolio veramente sinistro.
6) Probabilmente non prenderò più un gatto, cosa che volevo fare. continuerò nella mia solitudine.

#1 by Emanuele on August 30th, 2006
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Secondo me con i gatti si possono fare delle cose meravigliose: oltre all’ormai famosissima gattapulta, utilissimo attrezzo per misurare le distanze (si prende il gatto proietto per la coda, si carica il braccio e lo si lancia, quindi, conoscendo la velocità con cui il suono si diffonde nell’aria si può ricostruire la distanza che ci divide, ad esempio, dal marciapiede del palazzo di fronte, N.B.: il tempo va fermato una volta che si sente lo ’spiock’), dicevo, oltre all’ormai nota gattapulta ci sono le pantofole termiche: si afferrano le gambe posteriori del gatto, si punta con l’alluce sotto la coda quindi con uno strattone si tirano le zampine e si spinge il piedone, l’urlo rimane soffocato, il pellicciotto del gatto fa effetto elettrizzato unica pecca… la boccuccia aperta, le dita prendono freddo. Generalmente chi ha una mamma sarta può farsi mettere due punti, per gli altri poverelli spago o un elastico dovrebbero risolvere tutto.
#2 by anjin on August 31st, 2006
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oddio Emanuele… l’ultima un po’ senso fa… se non altro perche’ le unghie del gatto vanno a marcare il parquet e poi il padron di casa lo vede e mi fa fare la stessa fine solo che io non lascio segni con le unghie…
Alla fine rimane sempre in cima alla lista il mio desiderio di un bassethound, il cane più pigro di me!
#3 by Emanuele on September 4th, 2006
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Bè bè… puoi usarle come pantofole da arrampicata.